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Pronto Soccorso Ospedale Cardarelli di Napoli: “un collasso preannunciato”

by Admin

Quello a cui si sta assistendo negli ultimi mesi nella Sanità Campana è una sconfitta non solo per una Regione, per un Paese ma per l’intera società civile. Uno degli ospedali più grandi di Italia, il Cardarelli di Napoli, versa in condizioni disumane per mancanza di personale sanitario, di strutture e strumenti assistenziali. La pandemia ha sicuramente sollecitato l’emergere di uno status malato della Sanità Campana, che ha provocato un deficit nell’accoglienza e assistenza dei malati. La chiusura e poi riapertura del Pronto Soccorso del Cardarelli, balzata su tutte le pagine dei quotidiani nelle ultime ore è solo l’emblema di tutto questo. Attacchi per ossigeno insufficienti, malati su barelle e sedie in condizioni igienico-sanitarie precarie, distanziamento Covid assente e medici stremati da turni incessanti. Manca davvero ogni tipo di risorsa per la tenuta di un Pronto Soccorso. La sospensione dell’ingresso a tutte le ambulanze e auto private, eccetto i codici rossi, manda in tilt l’intero sistema assistenziale d’urgenza della città di Napoli, che al momento può contare solo su tre strutture ricettive al Soccorso, quella dell’ospedale del Mare, quella dell’ospedale San Paolo e quella del Cardarelli. È assurdo pensare che una città di circa 1 milione di abitanti debba avere come riferimento soltanto tre ospedali che tra l’altro faticano ad andare avanti per carenza di organico. La Uil Fpl Napoli e Campania ha più volte sollecitato l’intervento delle istituzioni nazionali e regionali per coadiuvare azioni di ottimizzazione di impiego delle risorse, ma a distanza di tempo la situazione sembra restare invariata. Il Covid 19 ha negli ultimi anni catalizzato l’attenzione del mondo intero, eppure si muore e ci si ammala anche di tante altre patologie. La sanità, la salute dei cittadini è anche costituita dal benessere delle strutture in cui sono accolti e curati i malati. “Non si può più rimandare, bisogna risanare lacune che stanno divorando l’intero sistema sanitario regionale.”afferma il Segretario  regionale Uilfpl Napoli e Campania, Vincenzo Rescigno. “quello a cui assistiamo e assisteremo sarà altrimenti soltanto lo scena di un collasso preannunciato ”.

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