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La Repubblica: Sanità, tecnologie e autonomia differenziata. Le proposte di UIL FPL

by Admin

A Napoli evento ricco di contenuti con la partecipazione del segretario generale Bombardieri:

Oggi più che mai è necessaria una riflessione sulla situazione della sanità italiana. Proprio per fare chiarezza su un tema complesso, a Napoli, presso l’Hotel Ramada, si è svolto l’evento organizzato dalla Uil-Fpl Napoli e Campania dal titolo “Dalla carenza del personale sanitario alle liste d’attesa. L’intelligenza artificiale, un danno o un’opportunità per la sanità pubblica?”. L’obiettivo della sigla sindacale era approfondire tematiche e problematiche dei lavoratori del settore, anche e soprattutto sul versante delle nuove tecnologie, e di presentare i dati regionali sulla mancanza di operatori sanitari. Tra gli argomenti toccati, infatti, ci sono stati Lea e Lep, carenza di personale sanitario, liste d’attesa e autonomia differenziata.

Presente all’evento Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil: «È chiaro – ha affermato – che l’autonomia differenziata crea anche maggiore distacco. Abbiamo visto che non ci sono i finanziamenti per i Lep, abbiamo visto che il sistema dei Lea non ha funzionato e, quindi, siamo molto preoccupati e ci batteremo perché l’autonomia differenziata non vada avanti». Nel corso dell’evento è stato anche letto un messaggio del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, secondo il quale si tratta di tematiche decisive e strettamente legate ai contenuti dell’autonomia differenziata, che va contrastata. Inoltre, per De Luca il rischio è di determinare una spaccatura pesante del Paese e un divario insostenibile nell’erogazione di servizi essenziali, richiamando la necessità di battaglie non ideologiche a difesa della sanità pubblica e per l’unità del Paese.

Rita Longobardi, segretaria generale nazionale della Uil-Fpl, nel suo intervento ha segnalato come troppo spesso il lavoro pubblico sia considerato un costo e non un valore, sottolineando che «non possiamo accettare la proposta di rinnovo contrattuale del comparto sanità del triennio 2022/2024 con un aumento del 5,78% e un’inflazione cumulata del 16,1%» e chiedendo un piano di assunzione straordinario e la fine dell’esternalizzazione dei servizi pubblici e delle convenzioni con la sanità privata. A descrivere la situazione della sanità campana è stato Nicola Di Donna, segretario generale Uil-Fpl Napoli e Campania: «Le somme a disposizione ammontano a 250 milioni di euro per il 2025 e a 250 milioni di euro per il 2026. Una cifra che, se non incrementata, sancirà il fallimento della Missione 6 del Pnrr – ha spiegato – Avremmo bisogno di destinare molto più di un miliardo di euro al reclutamento del personale del comparto, al quale si dovrà aggiungere il finanziamento destinato ai medici per il funzionamento delle suddette strutture». Per Di Donna, nella Regione mancano ad oggi 13.000 operatori sanitari, a cui si aggiungono le carenze dei medici di base. Un problema a cui neanche l’infermiere di famiglia o di comunità riesce a sopperire, perché ce ne sono solo 3.000 in servizio, a fronte dei 20.000 necessari.

Antonio D’Amore, vicepresidente Fiaso, ha invece affermato che «senza assunzioni nuove, da qui a pochi anni la dirigenza medica supererà il comparto nella sanità», dichiarando poi che difficilmente la Campania riuscirà a colmare la mancanza di personale sanitario nel 2024. Secondo Teresa Rea, presidente OPI, è evidente la carenza di infermieri, «con una mancanza di circa il 30% solo in Campania e Sicilia e, inoltre, al Sud l’età media è di circa 55 anni. Gli stipendi sono inferiori alla media europea, con gli infermieri italiani che percepiscono circa 28.400 euro annui». Per Rea, a essere svantaggiate sono soprattutto le donne, per le quali servirebbero politiche sociali mirate che favoriscano un equilibrio tra attività professionale (con maggiori possibilità di carriera) e vita familiare. Anche Franco Ascolese, presidente dell’Ordine dei tecnici sanitari Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, ha lanciato l’allarme sulla carenza di personale necessario a garantire i Lea e di tecnici in grado di rendere operativo il parco macchine e le tecnologie diagnostiche dopo il rinnovo realizzato con il Pnrr. E sulle liste d’attesa, Ascolese ha detto che i provvedimenti adottati finora sono insufficienti, ma che in Campania «si stanno accorciando grazie al Cup e al fascicolo sanitario elettronico». Infine, Francesco Paolo Esposito, presidente dell’Ordine dei fisioterapisti di Napoli, ha evidenziato: «Come Ordine Interprovinciale dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta, abbiamo sottolineato la necessità di ottimizzare la spesa nella sanità includendo nelle unità di valutazione anche i fisioterapisti. Inoltre, bisogna equiparare i contratti dei professionisti che operano in ambito pubblico e nel privato per evitare disparità di retribuzione».

FONTE: https://napoli.repubblica.it/dossier-adv/eccellenze-della-campania/2024/07/08/news/sanita_tecnologie_e_autonomia_differenziata_le_proposte_di_uil-fpl-423379311/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0EumX2nke5r0ZaSk76sZMYh06u63xOMqvZM7eOwxAtIKCWarQ7BC2Rl9k_aem_LUuqGPsFPA3yD8S6WAHkhw

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